Industria Panificazione
Ambrosino s.r.l.


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1927. Lindebergh trasvola l'Atlantico col suo Spirit of St. Louis. Nascono il juke box, la gomma piuma e il polmone d'acciaio. Si produce il primo film sonoro, "Il cantante di jazz". In Italia nasce l'EIAR che trasmette appunto musica sincopata. I napoletani cantano le canzoni di Pasquariello e Gilda Mignonette. Alcuni di essi applaudono al giovane Totò, altri sorseggiano caffè al Gambrinus. Molti a tavola preferiscono il pane di un forno che si è aperto dalle parti della Stazione. E' moderno. Innovativo. Forse usa addirittura macchine elettriche!

Carlo Ambrosino va ad aprirlo ogni mattina alle tre. Verifica che il criscito sapientemente lasciato al fresco il giorno prima sia pronto a fermentare il nuovo impasto, e si fa il segno della croce. Di elettrico, in effetti, c'è ben poco: verrà un'impastatrice, ma il primo impasto don Carlo lo vuole ancora tassativamente a mano! Cura personalmente la scelta della legna da ardere e la temperatura del forno. La cottura e la preparazione delle ceste da distribuire. Se avesse tempo si occuperebbe anche delle consegne esterne! L'unica sua distrazione la vive dietro al bancone, quando fa il galante con qualche graziosa cliente. Fatalmente ne sposerà una, Titina. Sarà per un improbabile attaccamento alla farina e al criscito o per gelosia verso le lavoranti, cert'è Titina non lo lascia più solo.
Neanche i tre figli che nascono la faranno stare a casa: i compiti delle prime classi elementari glieli fa fare nel retrobottega! E così questi bambini conoscono subito l'odore del pane caldo: quando si dice il destino! Crescono, e si ritrovano a vivere conflitti non solo generazionali: con la guerra e il pericolo dei bombardamenti il forno "deve" comunque lavorare. Il pane serve. E' alimento indispensabile. Per i tanti napoletani che ne fanno più solo un problema di gusto.

Tra un bombardamento e una consegna clandestina, Titina se li conta continuamente i suoi figlioli. E li vede crescere. E li vede litigare sempre più spesso col padre che neanche la fine della guerra convincerà ad abdicare. Anzi studia nuove frontiere: gli alleati hanno introdotto il pane in cassetta che, forse per bisogno, forse per curiosità, piace. Nel '45 per primo, e con tanto di licenza, ne comincia la produzione. E' un successo!

Nel '50, un segnale: l'azienda diventa Società. Alle ambizioni dei ragazzi la sede di via Taddeo da Sessa va stretta: bisogna cercarne un'altra, magari non lontano. Questa volta Carlo non si oppone. Forse un altro segnale: non riuscirà a vedere il nuovo stabilimento di via Sannio e Titina, che mai aveva lasciato solo, continuerà a seguirlo…
I ragazzi oramai sono grandi e la Ambrosino a Napoli è sinonimo di Pan Carrè.
Si sposa un fratello, e poi un altro ancora. Arrivano i cugini.

   
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